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PROMOBOLOGNA - Agenzia per il Marketing Territoriale
 
 
 
25/01/2011

Imprese industriali, la pressione fiscale è di oltre il 50%

L'indagine di Unindustria ha analizzato i bilanci di 1000 aziende

Nel 2009 più della metà delle imprese industriali bolognesi ha versato al fisco oltre il 50% del proprio utile ante-imposte. E, insieme a loro, sorprendentemente, ha pagato imposte anche quasi il 90% delle imprese in perdita! Sono i dati che emergono da una ricerca condotta da Unindustria Bologna, che ha preso in esame la pressione fiscale sulle imprese della provincia nel triennio 2007-2009.

L’indagine è stata condotta su imprese industriali con la forma giuridica di società di capitale (Spa, Srl, Sapa), escludendo le microimprese e le forme societarie che fruiscono di regime di tassazione agevolati o particolari: un campione di 957 imprese. Prendendo come indicatore il rapporto tra l’ammontare delle imposte e l’utile ante-imposte, nell’anno 2009 il 55% delle imprese esaminate ha subito una pressione fiscale maggiore del 50%: dunque superiore di quasi venti punti al tax rate nominale pari al 31,4% (27,5% IRES + 3,9% IRAP).

Peraltro, la pressione fiscale incide in maniera decisamente differente a seconda della dimensione delle aziende. A subire nel 2009 una pressione fiscale superiore al 50%, infatti, sono: solo il 31% dell e Grandi imprese; il 53% delle medie imprese; il 58% delle piccole imprese.

Nel 2007 e nel 2008 rispettivamente il 70% ed il 79% delle società in perdita ha pagato imposte. Nel 2009 la percentuale ha riguardato addirittura l’88% delle imprese in perdita .

I dati, in definitiva, evidenziano che la pressione fiscale misurata sull’utile di bilancio supera notevolmente la pressione fiscale “ufficiale”, che dovrebbe essere del 31,4% (ovvero, la somma delle aliquote legali di IRES, 27,5%, e IRAP, 3,9%).

“Dall’indagine emergono alcuni elementi chiari.” afferma Maurizio Marchesini, Presidente di Unindustria Bologna “Da un lato, la pressione fiscale è inversamente proporzionale alla dimensione dell’impresa: più l’impresa è grande, meno si aspetta di subire una pressione fiscale elevata. Ed è inversamente proporzionale anche alla redditività dell’impresa: più l’impresa è ‘redditiva’, minore è l’aspettativa di subire una pressione fiscale elevata; il che paradossalmente, in questo periodo di crisi, ha prodotto e produce un effetto perverso e dannoso proprio su chi è in difficoltà. Ma il dato più sbalorditivo è che anche le società in perdita pagano le imposte, per effetto soprattutto dell’IRAP che tassa oltre al reddito anche i costi dell’impresa”.