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11/06/2010

Rapporto Bankitalia, crisi profonda e democratica

Fatturati in calo del 40%, la ripresa non prima del 2012

La crisi e' stata ''profonda'', ''democratica'' perchè, anche se in tempi diversi, ha colpito
tutti, e tuttora regna sovrana l'incertezza sul 2010 anche se qualche segnale di ripresa degli ordini c'è. A fornire questo quadro sull'Emilia-Romagna, in cui le luci si alternano alle ombre è il rapporto annuale della Banca di Italia che non azzarda previsioni sulla possibile crescita del Pil regionale (+1,2% la stima di Prometeia) dopo un 2009 che ha visto il crollo con un -5%.
"Per la recessione basta una condizione (il calo della domanda e del commercio), per la ripresa le condizioni sono tante'', sintetizza la situazione Chiara Bentivogli, responsabile della divisione analisi e ricerca economica e territoriale riferendosi ai molti fattori necessari (domanda e trend europeo, consumi interni, commercio mondiale, effetti
depressivi della manovra annunciata dal Governo).

A corroborare questo quadro di attesa c'è una indagine compiuta dai tecnici di Bankitalia su un campione di imprese con almeno 20 dipendenti che mette in luce come sette su 10 nel 2009 hanno registrato un fatturato inferiore al 2007 (precrisi) e come fra questi ben il 40% preveda di non recuperarlo entro il 2012. Così gli imprenditori si attrezzano e sul breve termine continueranno a ridurre gli investimenti (in controtendenza rispetto all'Italia) e la forza lavoro. La presenza sui mercati però resta solida e questo fa
ben sperare sull'aggancio della crescita del commercio mondiale (stimato dal Fmi nel 10,7%) anche se i dati dei primi due mesi dell'export regionale sono ancora negativi (-3,9%, l'inversione potrebbe arrivare con i dati di marzo).

Per il 2010 non si attendono, nonostante una possibile crescita, anche se modesta
del pil, effetti positivi sull'occupazione (-1,1% nelle imprese sopra i 20 addetti). Nel 2009 le famiglie completamente prive di un componente occupato sono salite a 120 mila (9%, +1% sul 2008), percentuale in linea con il Nord est ed inferiore a
quella nazionale. L'incremento è stato contenuto rispetto al calo occupazionale; il che significa che la flessione ha colpito famiglie dove almeno un altro adulto ha continuato a lavorare.

Inoltre un focus elaborato dai tecnici di BankItalia fa emergere come il calo dell'1,7% del tasso di occupazione sia imputabile per lo 1,0% ai figli conviventi con i genitori e per
lo 0,7% ai genitori ed anche questo dato spiega come la famiglia abbia fatto da ammortizzatore sociale.
Sul fronte del credito i dati di BankItalia, ha osservato il direttore della sede Roberto Marchetti, dicono che la riduzione e' stata determinata ''in gran parte dal calo della domanda anche se poi le banche hanno stretto sui criteri di selezione della controparte''.
Notizie positive vengono invece sull'indebitamento delle
amministrazioni locali: è al 4,4% del pil, la metà della media italiana, con poca esposizione sull'estero e senza particolari rischi finanziari. Anche questo può aiutare, ma è difficile valutare ora gli effetti depressivi della manovra del Governo. Sull'altro fronte a compensare c'e' l'euro tornato piu' debole che dovrebbe spingere l'export, molto importante per una regione manifatturiera come l'Emilia-Romagna.