Logo stampa
PROMOBOLOGNA - Agenzia per il Marketing Territoriale
 
 
 
07/05/2010

Economia, a Bologna un 2009 con il segno meno

Presentato dalla Camera di Commercio il Rapporto strutturale sul sistema economico locale



Un 2009 a tinte fosche per l'economia bolognese, in cui domina il segno meno in tutti i settori. E' il quadro che emerge dal Rapporto strutturale sul sistema economico locale, illustrato dal presidente della Camera di Commercio Bruno Filetti, in occasione della ottava Giornata dell'Economia delle Camere di Commercio.
A partire da luglio però, si vede qualche segnale di arresto della discesa con un modesto recupero che sta caratterizzando gli ultimi sei-sette mesi. Nel settore manifatturiero, fatturato, produzione e ordini hanno chiuso il 2009 con -14% rispetto al 2008, con l'export a -7,5%. Il sistema moda ha registrato una flessione del 13% (export -7%). In calo anche produzione e fatturato di carta ed editoria, -13% (export -8,4%). Male pure chimica, gomma e plastica (-11%, export -8%) e metalmeccanico (produzione e
fatturato -14%, export -10%). Performance negativa per i metalli (-16%, export -12) e macchine (-12%, export -9,5%). Andamento simile per elettricità, elettronica e macchine di precisione (-12%, export -9%). Il comparto alimentare resiste meglio anche
se con qualche segno di debolezza (produzione e fatturato -1%, export stabile a -0,6%). L'artigianato manifatturiero ha chiuso l'anno con un calo di produzione, fatturato e ordini del 15% (export -5%). Il commercio al dettaglio ha registrato un calo di vendite dell'1,7%.
Per quanto riguarda le imprese, nel 2009 ne sono scomparse 869, dato che ha portato al saldo peggiore del decennio (6.285 nuove imprese e 7.181 cessazioni). Quelle più salde sono le società di capitali, mentre è costante l'imprenditoria femminile, impegnata soprattutto in società di persone, spesso legate alla famiglia. Il 12,5% delle imprese ha titolari stranieri, l'8,5% extracomunitari. Solo nel comune di Bologna sono quasi 25.000 le famiglie con almeno un componente straniero e sono oltre 5.500 gli stranieri di seconda generazione residenti in città. L'effetto crisi appare anche dai fallimenti, più che triplicati in tre anni: 72 nel 2007, 142 nel 2008, 245 nel 2009.
Il valore aggiunto provinciale ha subito una flessione del 3,6%. Il settore produttivo che contribuisce di più alla sua formazione è quello dei servizi (70%), seguito da industria
(28%), costruzioni (4,8%), agricoltura (1,3%). Oltre i due terzi del valore aggiunto è prodotto da piccole e medie imprese. Nel commercio con l'estero, il 2009 ha chiuso con un saldo positivo: +3.273 milioni di euro. Saldo dovuto per lo più ai comparti del
manifatturiero. C'é stata comunque una flessione, sia delle importazioni (-22,7%) sia dell'export (-25,9%). Più di un bene su due è destinato ai paesi dell'Unione Europea, valore che però in termini assoluti è calato del 28%. L'export verso la Germania è diminuito del 27% e verso gli Usa del 38%. Aumentato invece quello verso l'Asia orientale (+10% nel quarto trimestre) e centrale (+13%).